L’endometrio conta
Molto si è scoperto, negli ultimi decenni, su ovociti, spermatozoi ed embrioni. Sull’endometrio, però, si sa ancora poco — e c’è chi gli attribuisce un ruolo secondario, quasi passivo, nel processo riproduttivo.
Non la pensiamo così. L’endometrio è un agente attivo nell’impianto: può persino selezionare l’embrione, ostacolando che embrioni con malformazioni si instaurino nell’utero. Questo processo è soggetto a errori — ed è proprio in essi che lo studio dell’endometrio porta risposte e aiuta a migliorare i tassi di impianto.
Aspetto endometriale all’ecografia
È il criterio più semplice da valutare. All’ecografia, l’endometrio può avere tre aspetti: lineare (nel periodo mestruale, in genere fino a 5 mm); triplo o trilaminare (sotto l’effetto degli ormoni femminili — il pattern desiderato nella stimolazione e nella preparazione al transfer); e iperecogeno (tutto bianco, sotto l’effetto del progesterone, osservato dopo l’ovulazione o il transfer).
Quanto allo spessore, la letteratura medica riporta gravidanze a partire da 5 mm, con i migliori risultati da 7 mm in su. Valori inferiori a 5 mm hanno una prognosi sfavorevole per la gravidanza.
La finestra di impianto
È il periodo specifico in cui l’impianto può avvenire — circa cinque giorni, tra il sesto e il decimo giorno dopo l’ovulazione. A definire questa finestra sono l’ovulazione e la produzione di progesterone.
Se l’embrione arriva all’utero prima o dopo la finestra, non si impianta. La finestra può anche essere spostata, troppo breve o troppo lunga. Una finestra breve aiuta a spiegare i fallimenti di impianto anche con embrioni di buona qualità; una finestra lunga, in cui l’endometrio perde la capacità di selezionare gli embrioni, aiuta a spiegare gli aborti ricorrenti.
Marcatori di impianto
Dal campione di endometrio ottenuto con la biopsia, si possono analizzare diversi marcatori:
- Plasmacellule
- cellule legate alla produzione di anticorpi. Il loro aumento indica endometrite — un’infezione dell’endometrio che, quando cronica, non dà sintomi e passa inosservata, compromettendo l’impianto.
- Cellule NK (CD16 / CD56)
- cellule di difesa che, con la funzione alterata, possono attaccare l’embrione. Uno squilibrio nel rapporto CD16+/CD56+ è associato a un minore impianto; vi sono evidenze che l’immunoglobulina umana possa aiutare a invertire questo quadro.
- Fibre nervose (PGP 9.5)
- nervi presenti nell’endometrio di pazienti con endometriosi — un marcatore che può evitare un intervento (laparoscopia) eseguito solo per la diagnosi.
- Test ERA
- un test genetico che valuta se l’endometrio è recettivo. È ricco di informazioni scientifiche, ma oggi ha poca applicazione clinica: di fronte a un endometrio "non recettivo" c’è poco da fare, e la manipolazione genica è vietata dalla legge. Per questo, alla Neo Vita preferiamo l’analisi immunoistochimica, che orienta condotte concrete.
Come si svolge la biopsia endometriale
Chiamata anche scratching o injury endometriale, è una procedura minimamente invasiva, eseguita nello stesso ambulatorio, senza anestesia e senza sala operatoria. È quindi più semplice, più sicura e di costo molto inferiore a un’isteroscopia.
Un sottile catetere di plastica — il Pipelle de Cornier — viene introdotto attraverso il collo dell’utero fino alla cavità endometriale e, per aspirazione, raccoglie un piccolo campione. Il fastidio è minimo, con dolore lieve o assente e senza sanguinamento. Il campione viene inviato all’analisi immunoistochimica, che orienta condotte concrete: antibiotici, regolazione della preparazione con progesterone, immunoglobulina umana, anticoagulanti.
La biopsia che aumenta le probabilità — e la ricerca che la sostiene
La biopsia endometriale ha un notevole effetto aggiuntivo: aumenta i tassi di impianto nei cicli successivi. Il motivo probabile è un cambiamento nel pattern di risposta immunitaria dell’endometrio, o la formazione di una piccola cicatrice che inizia a produrre sostanze che favoriscono l’impianto.
Questo effetto è stato descritto per la prima volta dal ricercatore israeliano Barash, nel 2003, che osservò il doppio delle probabilità di impianto in pazienti sottoposte a biopsia in un ciclo precedente a quello della fecondazione in vitro.
Questi risultati sono stati confermati da noi nel 2011, nell’analisi dei dati preliminari della tesi di dottorato del Dr. Fernando Prado sulle proteine endometriali e l’impianto embrionario. Il lavoro è stato presentato al 27º Congresso Europeo di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE), a Stoccolma, e ha avuto ampia eco sulla stampa nazionale e internazionale — inclusi media britannici come la BBC e il The Telegraph.
Riferimenti nella letteratura medica
- Al-Jefout M, et al. Diagnosis of endometriosis by detection of nerve fibres in an endometrial biopsy: a double blind study. Human Reproduction, 24(12): 3019-24, 2009.
- Salker M, Teklenburg G, Molokhia M, Lavery S, Trew G, et al. Natural Selection of Human Embryos: Impaired Decidualization of Endometrium Disables Embryo-Maternal Interactions and Causes Recurrent Pregnancy Loss. PLoS ONE 5(4): e10287, 2010.
- Barash A, Dekel N, Fieldust S, Segal I, Schechtman E, Granot I. Local injury to the endometrium doubles the incidence of successful pregnancies in patients undergoing in vitro fertilization. Fertility and Sterility 2003; 79:1317-22.
- Bueno MB, Ferreira FP, Maia Filho VOA, Rocha AM, Serafini P, Motta ELA. Local endometrium injury/healing increases embryo implantation and pregnancy rates of in vitro fertilization treatments. Human Reproduction, v. 26, p. i205-i206, 2011.